lunedì, gennaio 24, 2011

 

Toon Books: le comic strip didattiche

Due slogan: "easy to read comics" e "Bringing news readers to the pleasure of comics", "fumetti facili da leggere" e "portare nuovi lettori al piacere dei fumetti. Toon Books è una collana editoriale di fumetti molto curiosa e particolare dedicata ai piccoli. Parte dall'idea di base che ormai, per quanto amatissimi e ricercati dai bambini, i "comics" non siano più adatti alla formazione. E Toon Books vuole colmare il buco, creare fumetti di qualità per cervelli giovani, affidandoli a una generazione di cartoonist d'avanguardia

Idea alquanto balzana questa dell'inadeguatezza dei fumetti per la formazione delle menti, diffusa negli USA ma ancor più dalle nostre parti dove il fumetto è spesso collegato non solo all'infanzia ma a un certo infantilismo degli adulti. In realtà la maggior parte, specie nel mondo delle strisce, sono prodotti universali, disponibili per diversi livelli di lettura. I grandi sapranno cogliere citazioni e certe raffinatezze del sarcasmo, i più piccoli il disegno buffo e le gag più semplici. Ma è proprio l'esistenza di uno spessore e di diversi livelli che è, in se, "formativa". I fumetti aiutano a crescere smaliziando progressivamente il lettore. La Disney italiana, ad esempio, in questo campo è stata sempre stata abilissima, tra l'altro realizzando fumetti scritti sempre in un impeccabile italiano. Certo, la questione è diversa se facciamo riferimento a certi comics d'avventura, ai supereroi, alle collane Bonelli.

Il discorso ci porterebbe lontano. Mentre invece abbiamo voglia di raccontarvi che cos'è Toon Books, in particolare l'aspetto didattico. Il progetto si fonda infatti sull'idea - questa sì abbastanza rivoluzionaria - che i fumetti valgano molto di più dei libri illustrati perché, come spiega uno dei loro consulenti, "Comics use a broad range of sophisticated devices for communication", usano un'ampia gamma di strumenti sofisticati per la comunicazione. La narrativa visuale aiuta i piccoli a decodificare meglio il testo, i balloon facilitano la comprensione di un dialogo meglio della trascrizione di un linguaggio parlato nella letteratura classica. Il loro linguaggio multi-modale, la miscela di testi, immagini, espressioni facciali, effetti sonori, la progressione da quadretto a quadretto immerge, coinvolge, diverte il lettore, gli fa superare molte delle prime difficoltà di approccio a un testo. Insomma, detto in poche parole, il fumetto è un format perfetto, se costruito bene, come tappa per arrivare poi a letture più complesse e apprendere la lingua.

Per dire come sono cambiati i tempi e come le idee possono essere diverse:
l'esatto contrario di quel che pensavano nella redazione del Corriere dei piccoli (il celebratissimo killer del fumetto in Italia) quando importarono le prime strisce dai quotidiani USA stravolgendole del tutto. Per loro i balloon erano una nefasta stampella alla lettura, da sopprimere senza pietà.



Tra i protagonisti di Toon Books c'è un nome molto grosso e conosciuto che attira inevitabilmente l'attenzione: Art Spiegelman vincitore di un Pulitzer per il capolavoro di narrativa grafica Maus dedicata all'Olocausto. Ha realizzato per la collana una striscia per i bambini del primo livello (dai quattro anni in su). La serie "Jack and the box" è un esempio perfetto di quello che intendono per fumetto mirato ai piccolissimi. Vocabolario limitato da una parte e immaginazione e sorprese senza limiti dall'altra. È divertente riconoscere lo stile grafico di Spiegelman, guardate le orecchie e le movenze del personaggio principale, e come applica l'immenso talento al soggetto.



Ad ogni serie di fumetti è accompagnato un modello di piano didattico per gli insegnanti che vorranno adottare il libro in classe. E persino alcuni esempi di esercizi tratti dai fumetti. In quello mostrato sotto si invita il bambino a mettere in ordine gli eventi della piccola vicenda scrivendo il numero progressivo nei cerchietti.



Nell'esercizio successivo l'alunno deve scegliere "la migliore parola da dire" (una maestra italiana avrebbe detto "l'avverbio di tempo giusto") seguendo la progressione temporale.


La partecipazione attiva del piccolo arriva sino al punto di poter creare a proprio modo il fumetto via web con pochi clic in un cartoon maker.

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